FAMIGLIA

Per ogni generazione Zorzettig l'attenzione per la natura è uno stile di vita, prima di essere un modo di fare vino.
Il rispetto per la terra è un valore sedimentato nel loro essere.

Territorio

La Terra

La natura ha impiegato molti anni per plasmare i terreni ed il microclima di cui oggi godono le colline di Spessa di Cividale.

Per migliorare la qualità dei vini, in vigna sono stati re-immessi gli ulivi, che in tutto il Friuli erano praticamente spariti in favore della vite, e dal 2006 anche varietà di alberi da frutto e una serie di arnie.

Tradizione

Il lavoro di una vita coltivato con grande passione

Un’azienda nata oltre un secolo fa con l’acquisizione della Tenuta Casali Pasch, location ideale per la produzione del Tocai friulano (oggi Friulano), che ha avviato l’espansione di Zorzettig nelle zone più idonee alla valorizzazione e tutela dei vigneti autoctoni, cui l’azienda dedica da oltre trent’anni particolare attenzione e ricerca. La valorizzazione del terroir dei Colli orientali del Friuli, ha portato così ad estendere le proprietà fino alle vicine vigne di Prepotto, ideale per i vitigni rossi autoctoni, e a Ipplis per i bianchi.
In particolare, con l’acquisizione della tenuta ex Valentinuzzi di Ipplis, Zorzettig possiede adesso vitigni tra i più antichi di tutto il Friuli Venezia Giulia: vitigni di Malvasia di ottant’anni, custoditi nel Parco della Vite, appositamente creato per preservarne le caratteristiche.

Tutela

Da padre in figlio nelle colline di Spessa di Cividale

La cura e il miglioramento

Punto di forza della moderna azienda Zorzettig è il lavoro meticoloso e innovativo sul campo. Si è operato in questi anni per il ripristino di tutti i corsi d’acqua, la risistemazione fondiaria con nuovo sesto di impianto, il restauro e la sistemazione delle colline che circondano la cantina.
Contestualmente, si è proceduto all’estirpo e al reimpianto di vitigni autoctoni, anche in sostituzione di vitigni internazionali, che hanno lasciato sempre più spazio a quelli ‘locali’.

Al nuovo sesto di impianto si è affiancato il cambio di potatura, adottato per elevare ulteriormente la qualità del prodotto finale, insieme alla scelta di non utilizzare diserbanti.

Il lavoro nei campi è stato supportato dall’utilizzo di attrezzature ad alta sostenibilità, a partire dall’uso di un atomizzatore a “recupero”, con ricarica a batteria solare, il recupero delle acque di scarico del lavaggio dei mezzi agricoli e la riconversione, nel 2012, di gran parte dei trattori agricoli in mezzi di ultima generazione a basso impatto ambientale.